La musica mi ha salvata – la storia di Chiara

musica DCA salvata

Prima dell’arrivo di giugno 2012 ero una bambina molto timida e sensibile con una famiglia davvero unita.

Mio papà e mia mamma hanno amato insieme me e mio fratello.

Arrivò poi quel maledetto giugno 2012.

Io facevo danza classica, una grande passione. Danzavo per divertirmi.

Il 12 giugno 2012 mio papà ebbe un infarto durante la notte. Io e mio fratello non sapevamo ancora niente perché eravamo dai nonni (io avevo 7 anni e mezzo e mio fratello 10 e mezzo). Il giorno dopo trascorremmo solo mezza giornata a scuola.

Mi veniva sempre a prendere mio papà, ma questa volta venne mio nonno.

Mi stupì già questa cosa, ma ovviamente non potevo immaginarmi una situazione del genere. Arrivai a casa e mia mamma era in lacrime. Ci spiegò tutto con l’aiuto del nonno.


Non so esattamente quando mi sono ammalata di binge eating.

So solo che sicuramente anche il lutto ha fatto la sua parte.

So per certo di aver iniziato a 8 anni circa con le abbuffate, solo che non mi accorgevo di niente. Per me era normale abbuffarmi per tenere a bada le mie emozioni. Stavo malissimo dopo ogni abbuffata, avevo la nausea, ma non mi interessava. Anche se stavo male, alla fine lo rifacevo. Non mi accorgevo di essere malata.


Continuò così fino ai 15/16 anni.

Gli anni delle medie sono stati durissimi: mi abbuffavo sia per il lutto sia per via del bullismo. A un certo punto ho anche pensato di farla finita. Ma se sono qui a scrivere è perché non l’ho fatto.

Mia mamma era all’oscuro di tutto. Soffriva anche lei, è normale che si sia accorta di nulla. Non le do la colpa di quello che è successo.


A 14 anni lasciai danza.

Non mi vedevo bene per niente allo specchio e mi paragonavo continuamente alle altre ragazze magre e slanciate, finché non riuscii più a ballare, né tecnicamente né dal punto di vista dell’interpretazione.


A 15/16 anni trascorsi un mese in Francia.

Lì mi abbuffavo nei bagni del liceo per la pressione e l’ansia. Ero seguita da una psicologa, alla quale però non avevo mai detto delle abbuffate. Non ne sapeva nulla, ma poteva immaginarlo, visto l’aumento del mio peso.


Fu in Francia che mi pesai per la prima volta. I chili erano tanti. Panico.

Da lì mi ammalai di bulimia, una malattia di cui non sapevo ancora nulla.

Mi abbuffavo di nascosto e poi volevo tornare indietro. Un circolo vizioso unico. Un gatto che si morde la coda. Io ancora non mi accorgevo di star male. Credevo di stare benissimo. Nelle abbuffate potevo affogare le mie emozioni. E dopo, controllando, mi sentivo potente.

Ovviamente non ero potente per nulla.

In quel mese trascorso in Francia iniziai a contare le calorie in modo ossessivo.

Nella fase di restrizione mi pesavo circa 10 volte al giorno. Oscillavo tra il fuori controllo del binge eating al controllo ossessivo dell’anoressia. Era un mix.


Poi ho dovuto perdere peso per tutelare la mia salute. Seguita da una nutrizionista, NON da sola, avrei potuto salvarmi dall’obesità, una condizione che avrebbe messo a serio rischio la mia salute.

La pandemia non mi ha aiutata per niente.

Ho incominciato a praticare attività fisica in modo ossessivo.

Non seguivo neanche i suggerimenti della nutrizionista, non riuscivo a fermarmi. Dovevo punirmi. Era marzo del 2020.


Tornando indietro nel tempo, il mese dopo la Francia, quindi nell’ottobre del 2019, ritornai a scuola.

Ero in ansia e cominciai semplicemente a mangiare di più.

Finché a un certo punto una mia compagna di classe mi urlò: “Chiara, ma quanto mangi? Hai presente quante calorie sono?”.

Ovvio che ne ero al corrente, ma nella mia condizione non le contavo.

Andai in bagno e mi abbuffai per l’imbarazzo e l’ansia dopo una verifica. E dopo arrivò un forte bisogno di rimediare a ciò che avevo fatto.

La mia autostima si alzò pur non conoscendo i rischi a cui mi esponevo.

La musica mi ha salvata

Nel dicembre del 2020 la mia psicologa psicoterapeuta mi ha detto che soffrivo di DCA (binge eating prima, e poi bulimia). La mia reazione? Sono scoppiata a ridere. Credevo di stare benissimo, ma ero intrappolata in realtà in delle dipendenze.

Quando ho capito che la mia salute era a rischio, ho iniziato a fidarmi ciecamente della psicologa e della nutrizionista. Sono loro ad avermi salvato la vita.


Non ne sono ancora uscita, ho avuto una ricaduta nel binge eating e sto cercando di uscirne, ancora una volta.

Amo la vita e la amerò per sempre.

La mia vera salvezza è stata la musica. Mio papà fin da quando ero piccola cantava con me.

Mi libero e riempio il vuoto cantando.

Contenuto a cura di Animenta

PASTA DI SEMOLA DI GRANO DURO LUCANO

Rasckatielli

Pasta Secca 500g

Ingredienti: Semola di Grano Duro Lucano del Parco Nazionale del Pollino, Acqua.

Tracce di Glutine.

Valori Nutrizionali

(valori medi per 100g di prodotto)

Valore energetico

306,5 kcal
1302 kj

Proteine

13,00 g

Carboidrati

67,2 g

Grassi

0,5 g

Prodotto e Confezionato da G.F.sas di Focaraccio Giuseppe
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