Animenta racconta i disturbi alimentari – La Storia di Francesca

fiori e disturbi alimentari

Il castello di carta è crollato

La mia storia con i disturbi alimentari inizia dalla fine. O almeno, questo è ciò che ho pensato il giorno da cui inizierò a raccontarla. 

Mi trovavo in un’altra città, alla ricerca di una serenità spesso impossibile da trovare nei semplici luoghi fisici.

Il momento che ho impresso nella mente è l’ultimo colloquio online con la psicologa e la nutrizionista che mi seguivano al tempo, che mi dicono che non possono più avermi in cura e che mi sbattono in faccia qualcosa che non pensavo mi appartenesse. Quel qualcosa è un disturbo alimentare. In particolare l’anoressia nervosa.

Queste professioniste mi hanno seguita per circa un anno, ma mi dicevo che era per “altro”. Parlavo di me, ma non dei comportamenti (che poi imparerò a riconoscere come disfunzionali) per me automatici, scontati. Erano le abitudini che segnavano la mia routine, la quale andava e doveva andare così, senza che io vedessi nulla di strano in ciò. Erano i comportamenti tipici dei disturbi alimentari.

Ma da quel giorno tutto il castello di carta che avevo costruito nel tempo è crollato: Era diventato ormai tanto imponente che solo un vento impetuoso è stato in grado di distruggerlo. 

E quel vento mi ha travolta, mi ha buttato a terra, mi ha immobilizzata per giorni, fino a quando qualcuno è venuto a salvarmi, invitato dal mio muto richiamo.

La vita con i disturbi alimentari

Da quel momento la mia vita è stata un lento imparare a dare un nome all’enorme buco nero da cui ero stata risucchiata e che mi aveva fatto perdere tutto e tutti. Mi aveva lasciato sola, in uno stato di isolamento in cui tutto andava secondo i miei piani, che niente e nessuno poteva modificare. 

In una settimana sono arrivata alla consapevolezza che forse ero proprio io quella ragazza che soffriva di anoressia nervosa, che ero proprio io colei che cercavo come modello nelle altre, che ero proprio io a dover mollare tutto per essere aiutata

Continuavo a vivere passivamente, ad essere visitata, a ricevere questa diagnosi che ormai, da lontano miraggio, era diventata la mia quotidianità. Mi dava uno strano senso di esistenza e di essenza. Ero qualcuno, in qualcosa potevo avere una definizione, un senso.

L’inizio del mio percorso

Nel frattempo sono stata messa in lista d’attesa per un centro diurno per i disturbi alimentari e, nonostante la situazione fosse grave, dopo giorni di oblio mi hanno comunicato la possibilità di entrare nel centro diurno ma di dormire comunque fuori casa, in una residenza consigliata da loro. 

Da qui il tempo ha ripreso a scorrere. Tutto succedeva ad una velocità che non pensavo fosse possibile. Dopo poco mi hanno inviato il menù settimanale per decidere i pasti e ho pensato di non poter resistere neanche mezza giornata con quel ritmo, con quelle quantità, con quegli schemi così lontani da me. 

E dopo pochissimo è iniziato il primo capitolo dopo la mia consapevolezza: l’inizio del mio percorso in questo centro. Un percorso di quasi un anno fatto di difficoltà, di persone, di condivisione, di riscoperta, di cadute, di ricadute, di sperimentazioni, di inizi, di laboratori, di pianti ma soprattutto di emozioni pure, vere, genuine, come mai ne avevo trovate nella mia vita. 

La costanza e la speranza

È impossibile riassumere in poche parole ciò che questo percorso ha significato per me: da una strada tortuosa e impervia ero arrivata ad uno stop che non portava da nessuna parte. Ho dovuto costruire la via dalle fondamenta, con lentezza, faticando, aprendo ferite e cercando di trovare una direzione senza perdere la rotta. 

Non posso dire che i capitoli successivi mi abbiano portato a una guarigione: mi sento ancora molto in bilico, piccole folate di vento riescono ancora ad annientarmi. Il mio percorso con il team di specialisti continua e sono grata alla consapevolezza che mi ha portato ad essere costante nel percorso nella speranza che 

“dopo tanta nebbia 

Ad una ad una si svelano le stelle”. 

L’articolo è stato scritto da Francesca, che ha raccontato la sua storia

Contenuto a cura di Animenta

PASTA DI SEMOLA DI GRANO DURO LUCANO

Rasckatielli

Pasta Secca 500g

Ingredienti: Semola di Grano Duro Lucano del Parco Nazionale del Pollino, Acqua.

Tracce di Glutine.

Valori Nutrizionali

(valori medi per 100g di prodotto)

Valore energetico

306,5 kcal
1302 kj

Proteine

13,00 g

Carboidrati

67,2 g

Grassi

0,5 g

Prodotto e Confezionato da G.F.sas di Focaraccio Giuseppe
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