Pasqua è ormai vicina e, come sempre, questa è un’ottima occasione per ritrovarsi con le proprie persone care. Per chi soffre di DCA, però, il pranzo di Pasqua può essere un momento di forte stress e tensione: come possiamo fare per rendere tutt* coloro che si uniscono a noi in questa giornata più seren* e a proprio agio?
A Pasqua non commentare i corpi altrui
A Pasqua, ma anche durante tutti gli altri giorni dell’anno, evita di parlare dei corpi altrui.
Nella nostra società è molto comune, tra una chiacchiera e l’altra, che ci finiscano di mezzo i corpi di altre persone: siano essi di parenti, conoscenti o di persone famose, di corpi siamo sempre stat* abituat* a parlare. Ma è il momento di invertire la rotta.
Questa Pasqua prova a concentrarti sul parlare di altri argomenti fuori dall’aspetto fisico dei corpi altrui. Parla di passioni nascoste, hobby riscoperti, conoscenze acquisite. C’è un mondo di discorsi là fuori che possono allontanare i pensieri negativi sul proprio aspetto ed evitare paragoni con le altre fisicità.
Stiamo attent* a come parliamo del nostro stesso corpo
Diciamolo chiaramente: abbiamo tutt* quella zia o quello zio che subito dopo pranzo iniziano ad inneggiare diete dimagranti che faranno nei giorni dopo, pasti saltati, digiuni forzati o compensazioni varie. Questa Pasqua, stiamo attent* a come parliamo del nostro stesso corpo, perchè ogni commento può essere percepito male da coloro che hanno un DCA.
Questa Pasqua, proviamo a parlare con gentilezza a noi stess*: non serve compensare, non serve punirsi, serve solo godersi il pasto in compagnia di chi si ama.
Guarda nel tuo piatto!
Anche a Pasqua, come a Natale, a molt* piace avere tutto sotto controllo, compreso il piatto di chi hanno di fronte. Quest’anno, però, proviamo a sforzarci di non guardare con giudizio nel piatto altrui.
Pensiamo a noi stess*, a cosa il nostro corpo necessita e richiede: è l’unica cosa che conosciamo. Non sappiamo le abitudini alimentari di tutt* l* commensali, perciò la cosa migliore è pensare per sé.
Non insistiamo per doppie porzioni, per una fetta in più o per un sugo abbondante: chiediamo e rispettiamo le scelte altrui.
Concentriamoci su ciò che c’è di bello
Non ostentiamo positività se non è nelle nostre corde, ma al fine di creare il miglior clima per affrontare il pasto sarebbe meglio concentrarsi sulle cose belle che questa giornata ci offre.
Se sappiamo che qualcuno soffre di un DCA, non pensiamo ai suoi sintomi o alle conseguenze dei suoi comportamenti disfunzionali in modo ossessivo: godiamoci solo la presenza di questa persona nel qui ed ora. Se ne accorgerà e sarà grata della nostra abilità di vederla oltre la malattia, oltre il corpo e i suoi sintomi esteriori. Stiamole vicin* perché l’amiamo così come è, non perché temiamo per la sua salute e vogliamo monitorarl* costantemente (anche perché se ne accorgerebbe).
Pasqua è rinascita, anche delle relazioni con chi ci sta accanto: concentriamoci sul mantenere vivo questo amore, oggi e ogni giorno.



