Tu, caro corpo, mi hai già scritto una lettera…

Toc toc. Sono il tuo corpo. Finalmente hai capito, eh? Hai visto cosa mi hai fatto?

Ti volevi difendere. Io sono rimasto al tuo fianco anche se stanco, ferito, odiato. Sono rimasto perché tu capissi, realizzassi tutto questo. Sono rimasto affinché tu possa perdonarti. Perché io, il tuo corpo, ti perdono. Sono sopravvissuto perché ti amo, Daria. 

Tu, caro corpo, mi hai già scritto una lettera prima che lo facessi io.

E ora tocca a me, caro corpo. 

Non ho mai pensato a te come a un alleato. 

Lo sai, i tuoi sensi, le emozioni, il tuo sentire mi rendevano debole. 

Quando papà ci ha lasciato, ho congelato il dolore. E con esso tutto il resto. 

Ero un automa. Mamma temeva fossimo autistici o qualcosa di simile, ricordi?

Tagliavo giornali tutto il giorno. Imparavo libri a memoria. Consolavo mamma.

Ma tu non potevi versare lacrime. Non te lo permettevo.

Poi alle elementari ti sei ribellato per la prima volta.

Volevi sentirti.

Ma io ho sbagliato.

Ti ho inferto colpi, tagli, cercavo il dolore fisico per evitare di provare quello dell’anima.

Alle medie, quel ragazzo… Quella violenza.

Ti ho congelato di nuovo.

E, spaventata, ho iniziato a volerti piccolo. Invisibile. Così sottile da non poter attirare sguardi. Così stanco da non provare emozioni. Così lontano dall’essere donna da essere inattaccabile. Inviolabile.

Ma tu ti sei ribellato ancora.

Volevi sentirti.

Sono iniziate le abbuffate, un piccolo piacere nascosto, una vergogna atroce ma che dovevi provare per sentirti vivo. 

Correvi, camminavi, lavoravi, non stavi mai fermo, e tutto solo per sentire il cuore pulsare nelle orecchie, i muscoli dolere, il fiato mancare. 

Poi ti ho fatto un regalo.

Abbiamo iniziato la terapia.

Sono ancora cieca, perché non ti vedo, non so riconoscere il tuo spazio, ho paura di esporti ad un altro trauma. Ho paura di farti diventare adulto, anche se abbiamo 30 anni. 

Voglio proteggerti. L’ho sempre voluto. A modo mio. 

Togliendoti spazio, emozioni, sentimenti, gioie, esperienze, amori…

Caro corpo, siamo ancora distanti, ma oggi, in questo istante ho capito di aver fatto una cosa giusta con metodi sbagliati. 

Ti proteggerò.

Ti prego, aiutami a capire come farlo nel modo giusto. 

Caro corpo, perdonami. 

Caro corpo, rimani qui, vicino a me. 

Per un po’ giocheremo a guardie e ladri, ancora per un po’, ma prima o poi faremo tana insieme.

Prima o poi saremo Casa insieme. 

Tua, da sempre, per sempre,

Daria

Contenuto a cura di Animenta

PASTA DI SEMOLA DI GRANO DURO LUCANO

Rasckatielli

Pasta Secca 500g

Ingredienti: Semola di Grano Duro Lucano del Parco Nazionale del Pollino, Acqua.

Tracce di Glutine.

Valori Nutrizionali

(valori medi per 100g di prodotto)

Valore energetico

306,5 kcal
1302 kj

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13,00 g

Carboidrati

67,2 g

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0,5 g

Prodotto e Confezionato da G.F.sas di Focaraccio Giuseppe
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