La sensibilità sensoriale nelle persone con ARFID

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Immagina di mordere una mela croccante o di gustare un gelato al cioccolato cremoso. Ora pensa se, invece, alcuni alimenti ti risultassero estremamente fastidiosi a causa di caratteristiche come la consistenza, l’odore o il colore. Per molte persone, questa sensazione può essere solo un fastidio passeggero, ma per altri, può rappresentare un vero e proprio ostacolo al mangiare.

Se tu stesso o qualcuno che conosci presenta questa situazione, potrebbe trattarsi di un ARFID legato alla sensibilità sensoriale. Chi ha questo disturbo tende a essere estremamente selettivo riguardo alle qualità sensoriali del cibo, evitando alimenti che percepiscono come troppo viscosi, odori sgraditi, colori insoliti o texture difficili da gestire. Questo può portare a una dieta molto limitata, con conseguenze negative sullo sviluppo nei bambini e sulla salute generale di chiunque. Inoltre, questa condizione può portare a evitamenti sociali, come rinunciare a pranzi tra amici o pasti a scuola, perché non si riesce a mangiare ciò che viene offerto.

L’ARFID è un disturbo in cui si riduce in modo significativo la quantità di cibo assunto, la varietà di alimenti o entrambe le cose. A differenza di altri disturbi alimentari legati all’immagine corporea o al peso, l’ARFID deriva da fattori diversi, che rendono il mangiare difficile o sgradevole.

Le tre principali manifestazioni sono:

  1. Sensibilità sensoriale: le persone percepiscono alcuni cibi come insopportabili o disgustosi a causa di caratteristiche come consistenza, odore, aspetto, temperatura o sapore. Potrebbero preferire solo alimenti con determinate caratteristiche, ad esempio cibi molto croccanti o lisci, limitando così drasticamente la loro scelta.
  2. Mancanza di interesse o scarso appetito: alcuni soggetti non sentono il desiderio di mangiare, trovano il cibo noioso o privo di piacere, oppure si sazi rapidamente e mangiano molto poco.
  3. Paura di conseguenze negative: il timore di soffocare, vomitare, avere reazioni allergiche o sentirsi male può impedire di consumare alcuni alimenti o gruppi alimentari, spesso dopo un’esperienza traumatica legata al cibo.

Come riconoscere l’ARFID? 

L’ARFID può colpire persone di tutte le età, anche se spesso si manifesta già in età infantile e può protrarsi fino all’età adulta. “Può iniziare già molto presto, ad esempio in bambini che tollerano solo certi tipi di latte artificiale o hanno difficoltà a passare dalle puree ai cibi solidi”, spiega Jones. Nei giovani e negli adulti, può invece essere il risultato di un disturbo che si è protratto nel tempo, spesso senza essere mai stato riconosciuto o trattato.

Differenze tra ARFID e alimentazione schizzinosa “Molti pensano che l’ARFID sia semplicemente una forma di schizzinismo alimentare,” commenta Jones. Tuttavia, non è esattamente così. La schizzineria si manifesta tipicamente tra i 3 e i 5 anni e tende a superarsi con la crescita; l’ARFID, invece, è un disturbo che richiede interventi specifici e duraturi per essere risolto.

Segnali e sintomi dell’ARFID legato alla sensibilità sensoriale

  • Assunzione di un numero molto limitato di alimenti
  • Consumo di uno o due alimenti principali, spesso di marche specifiche
  • Rifiuto di provare cibi nuovi
  • Reazioni intense di disgusto o ansia agli alimenti non preferiti
  • Rituali alimentari rigidi, come la preparazione o il modo di servire il cibo
  • Evitamento di eventi sociali o viaggi a causa del cibo
  • Problemi di crescita nei bambini o perdita di peso negli adulti
  • Carenze nutrizionali
  • Disturbi gastrointestinali come dolori o stitichezza

Origini e cause della sensibilità sensoriale

 Le cause di questa sensibilità non sono ancora del tutto chiare, ma si ipotizzano fattori come:

  • Differenze nelle funzioni cerebrali: ad esempio, un’area chiamata insula potrebbe processare in modo diverso le sensazioni legate al gusto e all’olfatto, amplificando la percezione di disgusto.
  • Fattori genetici: spesso, i genitori sono schizzinosi a tavola, suggerendo una componente ereditaria.
  • Fattori ambientali: un ambiente familiare con scarsa varietà alimentare può favorire lo sviluppo di questa sensibilità.
  • Neurodivergenza: molte persone con ARFID hanno anche diagnosi di autismo o ADHD, che sono associate a una maggiore sensibilità sensoriale. Circa il 15-30% di chi ha ARFID presenta anche autismo, e la sensibilità sensoriale è la caratteristica più comune in questa popolazione.

Altri aspetti correlati sono il pensiero rigido e l’ansia:

  • La rigidità cognitiva può rendere più difficile sperimentare nuovi cibi senza un adeguato supporto.
  • L’ansia può aumentare la percezione negativa delle caratteristiche sensoriali degli alimenti, complicando ulteriormente il problema.

Come si tratta questa sensibilità nel percorso terapeutico? 

Il trattamento più efficace si basa sulla terapia espositiva, che aiuta il paziente a esplorare e tollerare gradualmente le caratteristiche sensoriali degli alimenti. Durante le sedute, si identificano gli alimenti di interesse e si procede per livelli, affrontando aspetti come aspetto, tatto, odore e gusto, utilizzando un linguaggio obiettivo e non emotivo, per ridurre la percezione negativa e favorire l’accettazione. In questo modo, si aiuta la persona a ampliare la varietà di alimenti e a superare le avversioni sensoriali, migliorando la qualità della vita e la salute.

L’articolo è stato scritto da Giovanna, volontaria dell’Associazione

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