Il tatto negato: come questo senso si lega ai DCA

il tatto negato dca

“Tutta la nostra conoscenza inizia con i sensi”: scriveva Immanuel Kant. E tra i sensi, il tatto rappresenta la nostra prima lingua: un alfabeto emotivo che iniziamo a conoscere ancora prima di nascere, quando rispondiamo con movimenti attivi alle carezze sul grembo.

Essendo l’essere umano una specie che nasce, rispetto agli altri mammiferi, prematura e dipendente, il contatto pelle a pelle non è un accessorio, ma il fondale biologico della sopravvivenza. Attraverso il calore e il contenimento dei caregiver, il neonato riceve i primi mattoni per costruire la propria identità.

Quando questo filtro si altera, la percezione stessa di abitare un corpo inizia a vacillare, trasformando la pelle da ponte a barriera.

Non solo percezione, ma relazione

Qualsiasi cosa che tocca la nostra pelle produce un segnale che dalla periferia del nostro corpo afferisce a diverse aree cerebrali. 

Per discriminare intensità e localizzazione dello stimolo tattile esistono fibre specializzate che trasmettono velocemente il segnale alla corteccia somatosensoriale. Sono presenti anche fibre, con un funzionamento più lento e meno preciso, che sono particolarmente sensibili alle carezze delicate. Queste fibre si dirigono verso i circuiti della regolazione emotiva costruendo il tatto affettivo. 

Questo contribuisce alla costruzione dell’immagine corporea, alla percezione del sé e alla regolazione dello stress. Il contatto fisico influenza il sistema nervoso autonomo e la plasticità cerebrale, promuove il rilascio di ossitocina e riduce il cortisolo, con effetti sul tono dell’umore e sul sistema immunitario. 

Ma ci possono essere delle difficoltà nella percezione del tatto sia a livello soggettivo che a livello neurale. In molte malattie psichiatriche queste difficoltà sono evidenti.

Fame Tattile

Nell’Anoressia Nervosa (AN), il corpo smette di essere un luogo di piacere per diventare un oggetto da monitorare e controllare ossessivamente.

L’alterazione dell’immagine corporea è spesso accompagnata da difficoltà relazionali e una riduzione significativa delle interazioni tattili. Le neuroscienze cliniche descrivono questo fenomeno come una vera e propria anedonia tattile. Nonostante la persona possa soffrire di una profonda “fame tattile” ovvero quel desiderio primordiale di vicinanza, come quello vissuto durante la pandemia, il contatto fisico smette di essere nutriente.

Il tatto è una forma primaria di regolazione emotiva e di comunicazione non verbale. Privarsene, volontariamente o per evitamento, può amplificare isolamento, disregolazione affettiva e vulnerabilità allo stress.

Alterazioni del tatto nell’anoressia nervosa

Uno studio di risonanza magnetica funzionale condotto su 25 donne con anoressia nervosa e 25 controlli sani ha analizzato la risposta cerebrale a carezze lente applicate sull’avambraccio. A livello percettivo le partecipanti con AN valutano le carezze come significativamente meno piacevoli rispetto ai gruppi di controllo. A livello neurale non emergono invece differenze nelle aree somatosensoriali, mentre si verificano attivazioni di aree come il nucleo caudale sinistro e la corteccia occipitale bilaterale, aree connesse al tatto affettivo. 

Questi risultati suggeriscono che le difficoltà di percezione tattile nei DCA non sono dovute a disfunzioni sensoriali ma all’attribuzione di un diverso significato affettivo e motivazionale al contatto.

Perché parlarne

Riconoscere il ruolo del tatto nei DCA significa superare una visione puramente cognitiva o alimentare del disturbo. L’immagine corporea non è solo un’idea sbagliata da correggere, ma un’esperienza incarnata che coinvolge sensi, emozioni e relazioni.

Interventi che tengano conto della dimensione sensoriale, inclusa la graduale riabilitazione dell’esperienza corporea e del contatto sicuro, potrebbero affiancare le terapie tradizionali. Non si tratta di “aggiungere carezze”, ma di comprendere che il corpo è un sistema integrato: percezione, significato e relazione sono intrecciati.

Fonti 

https://open.substack.com/pub/francescaradicioni/p/sinceramente-10-ci-vuole-tatto?utm_campaign=post-expanded-share&utm_medium=web

https://www.utetlibri.it/libri/storia-naturale-del-tatto

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0925492717301051?ref=pdf_download&fr=RR-2&rr=93ec14debb73ee80

Davidovic, M. et al. Abnormal brain processing of gentle touch in anorexia nervosa. Psychiatry Research – Neuroimaging 281, 53–60 (2018).

Crucianelli, L. et al. The Anticipation and Perception of Affective Touch in Women with and Recovered from Anorexia Nervosa. Neuroscience 464, 143–155 (2021).

L’articolo è stato scritto da Francesca, volontaria dell’Associazione

Contenuto a cura di Animenta

PASTA DI SEMOLA DI GRANO DURO LUCANO

Rasckatielli

Pasta Secca 500g

Ingredienti: Semola di Grano Duro Lucano del Parco Nazionale del Pollino, Acqua.

Tracce di Glutine.

Valori Nutrizionali

(valori medi per 100g di prodotto)

Valore energetico

306,5 kcal
1302 kj

Proteine

13,00 g

Carboidrati

67,2 g

Grassi

0,5 g

Prodotto e Confezionato da G.F.sas di Focaraccio Giuseppe
Zona Mercato 85038 Senise (PZ)
P.Iva 01779910767