Animenta racconta i disturbi alimentari – la storia di Lorenza

Queste parole sono state scritte da Lorenza, che ha voluto condividere la sua esperienza e invitare alla riflessione.

Spesso non ci rendiamo conto che quel dolore in petto non è altro che la vibrazione delle nostre emozioni.”

Quando si soffre di un disturbo alimentare sembra che il cibo diventi la soluzione ad ogni problema. E questa è un’illusione.

Gestire il cibo sembra che ci renda potenti, forti. Ci fa sentire di avere il controllo su tutte quelle emozioni e situazioni che nel corso della vita ci spaventano e che non siamo riusciti a controllare in passato.

Ed è così che, mascherando le nostre emozioni, pian piano ci anestetizziamo. Il cibo, sia sul versante dell’eccesso che su quello della restrizione, è come se modulasse ciò che noi proviamo, fino a farci sentire poco, forse niente. Questo era quello che provavo.

Ad oggi invece, dopo aver calmato i sintomi del disturbo, inizio a sentire dentro una centrifuga fortissima, che spesso va troppo veloce e a volte non riesco a starle dietro. Sembra difficile all’inizio rendersi conto della condizione in cui ci si trova, ma poi si impara a comprendere.

Un parallelismo per spiegare cosa provo

Mi viene in mente una sorta di parallelismo per spiegare ciò che voglio dire. Immaginiamo che una persona sia stata a lungo impossibilitata a camminare, quindi ferma e immobile. È verosimile che ci vorrà del tempo prima che riesca a riprendersi del tutto e le sembrerà complesso riuscire nuovamente a camminare. Ecco questo esprime al meglio ciò che ho provato quando ho iniziato a riprendere contatto con le mie emozioni, con il mondo circostante, con me stessa.

Scegliere di curarsi può suscitare dentro di noi tante emozioni caotiche che potrebbero creare un iniziale stato di panico e disorientamento. Spesso sedersi e accoglierle, invece di fuggire, è il modo migliore per far sì che facciano meno paura. 

Più cerchiamo di evitarle, più faranno rumore e paura perché se c’è una cosa che ho compreso è che meno si conosce e più nasce il timore. Mettendoci in contatto con le nostre emozioni potremmo invece scoprire che non erano così tanto spaventose come credevamo.

Sabato scorso ad esempio, provavo felicità all’idea di uscire, ma ad un certo punto ho iniziato a provare un forte dolore in petto, mi sono spaventata, mi sono chiesta se mi sentissi bene, non capivo cosa stesse succedendo. 

Poi mi sono fermata e le ho riconosciute, le vibrazioni delle emozioni. E così ho sorriso, ho capito di esser viva. Ho capito che quello che pensavo fosse dolore non era altro che vita.

E con questo non intendo dire che tutte le emozioni che vengono a noi siano sempre piacevoli; voglio dire che, non essendo abituate a sentirle, è possibile confonderle e respingerle etichettandole immediatamente come sgradevoli.

Il mio percorso…

Non dobbiamo dimenticare che, anche se queste dovessero essere realmente poco piacevoli, se vengono a bussare alla nostra porta, è perché probabilmente hanno qualcosa da dirci e far finta che non esistano è poco utile. Aumenterà piuttosto la loro persistenza.

Dico questo perché so che il percorso di guarigione fa paura e l’essere catapultati nel mondo da cui siamo stati distanti per diverso tempo non è semplice.

Ad oggi il mio percorso è a metà, con la piccola differenza che stavolta so che alla fine troverò l’immensità di tutto ciò che la vita può regalare.

Contenuto a cura di Animenta

PASTA DI SEMOLA DI GRANO DURO LUCANO

Rasckatielli

Pasta Secca 500g

Ingredienti: Semola di Grano Duro Lucano del Parco Nazionale del Pollino, Acqua.

Tracce di Glutine.

Valori Nutrizionali

(valori medi per 100g di prodotto)

Valore energetico

306,5 kcal
1302 kj

Proteine

13,00 g

Carboidrati

67,2 g

Grassi

0,5 g

Prodotto e Confezionato da G.F.sas di Focaraccio Giuseppe
Zona Mercato 85038 Senise (PZ)
P.Iva 01779910767