Animenta racconta i disturbi alimentari – La storia di Beatrice

Per la prima volta mi ritrovo a scrivere di me e del mio passato. A dir la verità ne ho parlato con poche persone, anzi pochissime.

Tutto è iniziato in seconda superiore in seguito all’incontro con una persona che mi ha dato consigli sull’alimentazione, consigli sbagliati e purtroppo pericolosi.

Ho iniziato a mangiare meno e a perdere qualche chilo, molto in fretta. Tutti mi dicevano che stavo bene, che ero in forma, mi “apprezzavano” di più e io mi sentivo meglio. 

Nel tempo, però, ho iniziato a mangiare sempre meno, a contare le calorie, ad essere ossessionata dal cibo, talmente tanto da evitare di uscire con gli altri. 

La vita sociale non mi interessava. L’unica cosa che desideravo era avere il controllo su tutto, ogni cosa, soprattutto sul cibo e sul mio corpo.

Mentivo agli altri, alla mia famiglia e a me stessa, soprattutto a me stessa, ripetendo che mangiavo “bene” per la salute e che non mi interessava nulla del peso.

Ho continuato così per qualche anno fino a quando il mio fisico ha cominciato a darmi dei segnali chiari: interruzione del ciclo per quasi 7 mesi.

L’estate del 2016 corrisponde al momento peggiore. Tutti intorno a me hanno iniziato a preoccuparsi, ma io non capivo il perché, fino a quando una persona a me molto vicina mi ha detto una frase che mi è rimasta in testa per molto tempo e che ancora oggi, a distanza di 6 anni, è impressa nella mia mente: “Fai schifo”.

Queste semplici parole, ma forti e pungenti, mi hanno fatta riflettere, hanno iniziato a farmi mettere in discussione “il mio mondo”. Non è così semplice però, non basta questo per accorgersi di essere la rovina di se stessi.

La situazione era diventata insostenibile, la mia ossessione per il cibo e per l’attività fisica era sempre più forte… Si stava prendendo tutto di me.

Dopo tre anni dall’inizio di questo vortice di autodistruzione mi è successa una cosa bella, molto bella, qualcosa che mi ha cambiato la vita per sempre: ho conosciuto colui che sarebbe diventato il mio fidanzato e che diventerà mio marito. Naturalmente nella realtà anche le favole più belle richiedono tempo per il lieto fine. Dopo un anno dal nostro incontro mi sono aperta per la prima volta con lui, gli ho raccontato tutto e soprattutto ho accettato di avere un problema.

Ci sono stati alti e bassi, momenti in cui pur di avere tutto sotto controllo mentivo a colui che mi stava aiutando e soprattutto che lo stava facendo pur non potendo comprendere a fondo, perché solo chi vive tutto questo riesce a capire.

Insieme, negli anni, abbiamo superato tutto. Lui mi ha ridato la voglia di vivere, ma vivere veramente, mi ha dato la forza di riprendermi tutto ciò di cui mi ero privata per troppo tempo.

Per cui alla domanda: “Si può guarire?”

La risposta è: “Sì, assolutamente sì”.

Ad oggi, a distanza di quasi 6 anni dal nostro incontro, penso alla vecchia me come ad un’altra persona. Posso vivere la mia vita liberamente senza l’ossessione per il cibo, per il giudizio degli altri e soprattutto per il mio. Posso godermi ogni cosa bella che la vita ha da offrirmi e viverla.

Quindi sì, si può guarire.

Non solo. Ho iniziato a studiare biologia per diventare biologa nutrizionista, con la speranza di poter essere di aiuto agli altri. 

Io ho deciso di trasformare quello che era il mio peggiore nemico, il cibo, nella mia più grande passione.

L’articolo è stato scritto da Beatrice, volontaria dell’Associazione, che ha raccontato la sua storia

Contenuto a cura di Animenta

PASTA DI SEMOLA DI GRANO DURO LUCANO

Rasckatielli

Pasta Secca 500g

Ingredienti: Semola di Grano Duro Lucano del Parco Nazionale del Pollino, Acqua.

Tracce di Glutine.

Valori Nutrizionali

(valori medi per 100g di prodotto)

Valore energetico

306,5 kcal
1302 kj

Proteine

13,00 g

Carboidrati

67,2 g

Grassi

0,5 g

Prodotto e Confezionato da G.F.sas di Focaraccio Giuseppe
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