Il trattamento dei disturbi alimentari negli adulti

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Anche se molte persone associano i disturbi alimentari agli adolescenti, la realtà è che queste malattie non fanno discriminazioni in base all’età, così come al sesso o all’etnia.

I disturbi alimentari colpiscono anche gli adulti, con la differenza che, spesso, chiedere aiuto risulta più faticoso.

Parliamo di numeri

L’età di insorgenza dei disturbi alimentari, secondo recenti ricerche, si è abbassata fino a toccare i 8-12 anni di età. Il 70 % delle persone che soffrono di DCA è in una età adolescenziale e preadolescenziale. Il 30 % delle persone che vivono i DCA risulta essere adulta, spesso in menopausa e andropausa.

Secondo il National Comorbidity Survey Replication (NCS-R), i disturbi alimentari si manifestano nella prima età adulta: l’età media di insorgenza della bulimia e dell’anoressia è di 18 anni, mentre l’età media di insorgenza del Binge Eating Disorder (BED) è di 21 anni.

Tuttavia, se uno di questi disturbi alimentari (o qualsiasi altro disturbo alimentare) non viene affrontato fin dalla sua insorgenza, con un intervento tempestivo, è possibile che colui che soffre di DCA avrà più probabilità di soffrirne anche in età adulta.

In altre parole, è quindi possibile che chi soffre di DCA in età adulti porti questa malattia con sé da molto tempo, convivendo con i suoi sintomi e i suoi pensieri disfunzionali.

Chiedere aiuto diventa difficile per gli adulti che soffrono di disturbi alimentari

Poiché questi adulti hanno convissuto con la malattia per così tanto tempo, è meno probabile che cerchino aiuto da persone care o professionisti. In primo luogo, può essere difficile rendersi conto del problema quando si convive con esso da tanto tempo. In secondo luogo, spesso gli adulti tendono a pensare di potercela fare da soli, come sul lavoro o in famiglia, e questa mentalità si trasferisce anche nella cura della propria salute mentale. Questa, infatti, viene spesso trascurata nella routine di vita.

Gli adulti possono non sentirsi a proprio agio anche nel cercare il sostegno di amici e familiari: come i propri cari possono essere coinvolti nel trattamento dei DCA negli adulti?

Sono un* adult* con disturbi alimentari: i miei cari devono essere coinvolti nel mio percorso di cura?

Avere una rete di sostegno può essere di enorme aiuto nel percorso di recovery, in quanto permette di avere costantemente un punto di vista esterno alla malattia e alleviare il senso di isolamento che essa genera. 

Diversi studi hanno analizzato i benefici del lavorare insieme ai propri cari per la guarigione. Uno studio che ha esplorato questo argomento ha scoperto che l’inclusione dei membri della famiglia in una sessione terapeutica può migliorare il tasso di recupero negli adulti. Ancora, è stato rilevato che i pazienti affetti da disturbi alimentari citano spesso alcune qualità dei loro partner romantici come importanti per il loro recupero, tra cui la pazienza, la compassione e la flessibilità. Un altro studio ha rilevato che il sostegno sociale è parte integrante del recupero degli adulti, e che questo sostegno spesso si estende al di là della famiglia per includere gli amici, i colleghi e i vicini di casa.

Considerare l’importanza delle parole

Ci sono molte cose di grande impatto che amici, genitori, fratelli, partner o conoscenti possono fare per avere un effetto positivo sul percorso di recovery della persona malata. 

Il primo passo per aiutare chi sta affrontando un DCA o un percorso di recovery è quello di considerare sempre l’importanza delle proprie e altrui parole.

Si tratta di creare una rete di persone care, che ascoltino e che facciano sentire la persona malata di DCA vista e compresa. Una rete in grado di aiutarti con i momenti che rendono la vita stressante e di ricordarti gli strumenti e le competenze che possono facilitarti la vita.

Le parole non sono affatto solo parole: “Sono ganci contro mondi di significati”, disse Vera Gheno, “e al contempo le parole che usiamo ci definiscono agli occhi della gente”.

Noi siamo le parole che usiamo. Ci deve importare se le nostre parole arrivano, oppure rimbalzano senza colpire il bersaglio. E questo dipende, spesso, non da chi c’è dall’altra parte ma da noi, dalle scelte comunicative che noi compiamo. 

Tutti noi possiamo ricordare decine di situazioni in cui una parola sbagliata ha provocato un trigger, un problema concreto..

E le parole, quando si parla di disturbi alimentari, celano un ampio spettro di significati, interpretazioni e storie. Le parole che scegliamo di usare con chi soffre di DCA e per raccontare certe tematiche sono importanti, perchè possono lasciare un segno sia in positivo che in negativo.

Guarire da un disturbo alimentare è una sfida enorme indipendentemente dall’età

Guarire da un disturbo alimentare è una sfida enorme indipendentemente dall’età, ma diventa infinitamente più sostenibile quando si hanno supporti e cari al proprio fianco.
Stare meglio è possibile se si chiede e si accetta l’aiuto degli altri. Anche in età adulta, è fondamentale accettare di essere aiutati dai propri cari e dai professionisti della salute mentale. 

Bibliografia

Parole contro la paura, Vera Gheno, Longanesi, 2020

Siamo le parole che usiamo, Vera Gheno, ÆS ARTS+ECONOMICS N°8 giugno 2020

L’articolo è stato scritto da Marianna, volontaria dell’Associazione

Contenuto a cura di Animenta

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