San Valentino: come posso aiutare l* mi* compagn* con DCA? 

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Ogni anno è la stessa storia. Il 14 febbraio San Valentino arriva con le sue promesse implicite: cene “speciali”, regali simbolici, foto patinate di coppie felici, di corpi desiderabili, di intimità senza  ombre. Una narrazione che parla di festa e di amore come se quest’ultimo fosse sempre privo di  complessità, lineare e performante. 

Per chi convive con un Disturbo del Comportamento Alimentare (DCA), però, questa giornata non è  sempre un momento di celebrazione piacevole. Al contrario, può diventare un momento carico di  aspettative, di silenzi, di paura di rovinare tutto. In altre parole, può fungere da amplificatore di fragilità già esistenti. 

Quello che spesso l* partner non sanno 

I DCA non restano mai “privati”, anch’essi entrano nella relazione. Si insinuano negli angoli della  quotidianità in un silenzio di troppo, nel controllo e dietro abitudini apparentemente innocue. Una festività come San Valentino concentra in poco tempo molti elementi potenzialmente triggeranti: nel caso di una cena, il cibo come apice della celebrazione, l’idea di dover essere felici a tutti costi e l’esposizione del corpo in un vestito elegante. 

È importante dirlo chiaramente: non esiste un modo “giusto” di vivere San Valentino. In generale e specialmente quando c’è un DCA. Esiste solo il modo più rispettoso possibile verso le persone coinvolte. 

Come stare accanto senza invadere, a San Valentino e tutto l’anno

Se frequenti una persona che convive con un Disturbo del Comportamento Alimentare, considera che ci sono professionist* qualificat*, come psicolog* e nutrizionist* che possono aiutare: non lavorano solo con l* tu* partner a migliorare il proprio rapporto con il cibo, ma possono aiutare anche te a capire meglio che cosa vive. Tuttavia ecco alcune accortezze che possono fare la differenza. 

  • Informati

Conoscere i DCA e le sue dinamiche permette di dare un significato a comportamenti che altrimenti  sembrerebbero incomprensibili o troppo personali. 

  • Fai attenzione al linguaggio 

Anche se mossi da buone intenzioni, commenti sul cibo, sul corpo e sulle quantità possono diventare fattori scatenanti di potenziali crisi. Imparare quali parole supportano e quali feriscono è un atto di cura verso l* tu* partner. 

  • Ascolta senza giudicare 

Evita gli interrogatori, non dare soluzioni rapide o consigli non richiesti. A volte la cosa più utile è offrire la propria vicinanza: “Ti vedo, se vuoi parlarne ci sono”. 

Essere partner di una persona con un DCA può essere emotivamente impegnativo. Gruppi di supporto, terapia individuale o di coppia con professionist* competent* possono offrire uno spazio sicuro per entramb*. 

Un augurio anche per te

Se questo articolo parla anche di te, tieni conto che i Disturbi Alimentari prosperano nei silenzi.  L’amore che provate può creare un contesto in cui la guarigione diventa possibile con l’aiuto di psicolog* e di professionist* della nutrizione. Portare alla luce le difficoltà che incontrate, con  rispetto e gradualità, può essere un primo passo verso un cambiamento positivo. I disturbi alimentari non definiscono la vostra capacità di stare in relazione.

In fin dei conti, San Valentino non deve diventare l’ennesima prova da superare, mentre può tradursi in qualsiasi attività vogliate: una passeggiata, una serata divano e film ma anche, semplicemente, il coraggio di chiedere aiuto e di restare.

L’articolo è stato scritto da Camilla, volontaria dell’Associazione

Contenuto a cura di Animenta

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Pasta Secca 500g

Ingredienti: Semola di Grano Duro Lucano del Parco Nazionale del Pollino, Acqua.

Tracce di Glutine.

Valori Nutrizionali

(valori medi per 100g di prodotto)

Valore energetico

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1302 kj

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13,00 g

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67,2 g

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0,5 g

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