Violenza assistita: come influenza la salute mentale?

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Non sempre, purtroppo, la famiglia è quel luogo sicuro che vorremmo: troppo spesso si sentono storie di abusi e maltrattamenti e questi hanno un enorme impatto sulla salute mentale di chi ne è vittima diretta o indiretta. Il fenomeno della violenza assistita, infatti, è dannoso e pericoloso.

Cosa si intende per violenza assistita?

La violenza assistita è stata definita dal Cismai (Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso dell’Infanzia) come “il fare esperienza da parte del/la bambino/a di qualsiasi forma di maltrattamento, compiuto attraverso atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica, su figure di riferimento o su altre figure affettivamente significative adulti e minori”.

La violenza domestica, diretta e assistita, ha degli effetti su bambin* e adolescenti dal punto di vista:

  • Fisico: l* bambin*, soprattutto in tenera età, sottoposto a forte stress e violenza psicologica può manifestare deficit nella crescita staturo-ponderale e ritardi nello sviluppo psico motorio, così come anche deficit visivi.
  • Cognitivo: l’esposizione alla violenza può danneggiare lo sviluppo neurocognitivo del* bambin* con effetti negativi sull’autostima, sulla capacità di empatia e sulle competenze intellettive.
  • Comportamento: la paura costante, il senso di colpa nel sentirsi in un qualche modo privilegiat* di non essere la vittima diretta della violenza, la tristezza e la rabbia dovute al senso d’impotenza e all’incapacità di reagire sono conseguenze che hanno un impatto sul* bambin* espost* a violenza. Inoltre possono insorgere fenomeni quali l’ansia, una maggiore impulsività, l’alienazione e la difficoltà di concentrazione. Sul lungo periodo tra gli effetti registrati ci sono casi più o meno gravi di depressione, tendenze suicide, disturbi del sonno e disordini nell’alimentazione.
  • Sociale: subire violenza assistita influenza le capacità dei più piccoli di stringere e mantenere relazioni sociali.

Il trauma della violenza assistita influenza il futuro

È stato studiato in vari contesti e varie forme come il trauma sia un elemento caratterizzante di una salute mentale spesso instabile e fragile. Viste le conseguenze che il trauma della violenza assistita può generare ne* bambin*, è possibile dedurre che questo elemento sia un fattore di rischio per lo sviluppo futuro di patologie come disturbi d’ansia, di personalità o legati alla sfera dell’alimentazione e della forma corporea.

Numerosi studi hanno infatti evidenziato una forte associazione tra esperienze traumatiche e sviluppo di DCA. Ad esempio, diverse ricerche indicano che le persone con disturbi alimentari riportano tassi
significativamente più elevati di trauma rispetto alla popolazione generale.

Una meta-analisi di Caslini et al. ha poi evidenziato come tutte le forme di abuso (fisico, emotivo e sessuale) sono significativamente correlate ai disturbi alimentari, con associazioni particolarmente forti per la bulimia nervosa e il binge eating disorder. Si può dedurre che anche il trauma della violenza assistita, perciò, sia correlato all’insorgenza di disturbi alimentari nella persona.

Chiedere aiuto e aiutare

Non sempre le persone che sono vittime di violenza domestica sono in grado di fare il primo passo: paura, stigma e talvolta il mancato riconoscimento della dinamica possono essere enormi deterrenti a denunce e segnalazioni.

Per questo, se temi che qualcun* vicin* a te sia vittima di violenza domestica, offri uno spazio sicuro di ascolto: mostra la tua preoccupazione e tieni, per quanto possibile, monitorata la situazione. Dimostrati pront* ad esserci, in qualsiasi caso. E, nel caso in cui temi per l’incolumità di un* minore, diventa per lui/lei una figura di riferimento positiva, da cui può rifugiarsi nel momento del bisogno e con cui può parlare liberamente.

Se ti trovi nella situazione di non stare bene nella tua stessa casa, se la violenza è parte della tua quotidianità, cerca aiuto. Nonostante sia complesso e spaventoso, una spalla su cui appoggiarsi è sempre disponibile, sia essa di un* amic*, famigliare o delle forze dell’ordine. E ricorda che non sei tu ad essere sbagliat*.

Contenuto a cura di Federica Merli

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