Settembre porta con sé zaini da preparare, orari da riorganizzare, compagn* da ritrovare e una routine che ricomincia. Per molti student*, però, il ritorno a scuola non è soltanto l’inizio di un nuovo anno: può significare anche tornare a confrontarsi con situazioni che mettono alla prova il proprio percorso di recovery da un disturbo del comportamento alimentare (DCA).
I pasti possono cambiare orario, gli impegni e le situazioni che prevedono occasioni di confronto aumentare. E tutti i pensieri intrusivi che durante l’estate sembravano essere diventati più gestibili possono tornare a farsi sentire.
Rientrare a scuola con un DCA non significa essere meno forti o essere tornat* al punto di partenza. Significa attraversare un cambiamento, che può richiedere tempo, consapevolezza e bisogno di supporto.
Quando la scuola ricomincia, non ricomincia solo la routine
Il ritorno a scuola porta con sé una serie di cambiamenti che possono sembrare piccoli, ma che per chi sta affrontando un DCA possono comportare un peso importante. Ci sono nuovi orari da rispettare, lezioni, interrogazioni, attività extrascolastiche, momenti trascorsi con i compagni e, a volte, una maggiore pressione legata alla performance.
Anche la gestione dei pasti può diventare più complessa. Mangiare a scuola, avere meno tempo a disposizione o non poter seguire esattamente la routine costruita durante l’estate può generare ansia. A questo possono aggiungersi le situazioni sociali: una battuta sul corpo, un commento su quello che qualcuno sta mangiando, un confronto apparentemente innocuo tra compagn*.
Non è necessario che accada qualcosa di particolarmente grave perché il disagio aumenti. A volte è proprio la somma di tanti piccoli cambiamenti a rendere più difficile ascoltare i propri bisogni.
Lo stress, inoltre, può rendere più presenti alcuni pensieri o comportamenti legati al disturbo: maggiore preoccupazione per il cibo o per il corpo, bisogno di controllo, rigidità nelle abitudini alimentari, esercizio fisico vissuto in modo compulsivo, perfezionismo o tendenza a isolarsi.
Accorgersene non significa aver fallito. Il recovery non è un percorso lineare e una fase più difficile non cancella il lavoro fatto fino a quel momento.
Tornare a scuola senza lasciare indietro il proprio percorso
Non possiamo sapere in anticipo come sarà il nuovo anno scolastico. Possiamo però provare a costruire intorno a noi condizioni che rendano il rientro un po’ più sostenibile.
Non serve avere una soluzione per ogni possibile difficoltà. Può essere sufficiente fermarsi a pensare a ciò che potrebbe aiutare quando la routine cambierà:
- Dare spazio ai pasti. Gli impegni scolastici non dovrebbero trasformarsi in un motivo per trascurare i momenti dedicati all’alimentazione. Se gli orari rappresentano una difficoltà, può essere utile parlarne con l* propri* professionista di riferimento e organizzarsi in anticipo.
- Non riempire ogni spazio. Le lezioni, lo studio, lo sport, le attività extrascolastiche e la vita sociale possono rendere le giornate molto dense. Anche il riposo e il tempo libero fanno parte della quotidianità e meritano di essere protetti.
- Prepararsi alle conversazioni sul corpo. Non tutte le conversazioni meritano la nostra partecipazione. Possiamo cambiare argomento, allontanarci da un confronto o scegliere di non commentare il corpo nostro e altrui.
- Fare attenzione a ciò che alimenta il confronto. Anche i social possono diventare una fonte di pressione, soprattutto nei periodi in cui ci si sente più vulnerabili. Smettere di seguire o silenziare contenuti che aumentano il disagio può essere un modo per prendersi cura di sé.
- Sapere a chi rivolgersi. Una persona amica, un familiare, un* insegnante, un* professionista della salute o un’altra figura di fiducia possono diventare punti di riferimento. Non è necessario aspettare di stare molto male per dire che qualcosa non va.
Soprattutto, può essere utile ricordare che chiedere aiuto non equivale a fallire. Se alcuni comportamenti o pensieri legati al DCA dovessero tornare a occupare molto spazio, parlarne tempestivamente può aiutare a non affrontare da sol* un momento di maggiore difficoltà.
Il nuovo anno scolastico non deve essere perfetto
Forse il rientro a scuola non sarà semplice in ogni momento. Potrebbero esserci giornate in cui seguire la propria routine sembrerà più difficile, commenti che faranno male o momenti in cui il nostro DCA tornerà a farsi sentire più forte. Questo non significa che tutti i passi avanti svolti finora siano andati perduti.
Non serve iniziare l’anno scolastico dimostrando di essere completamente guarit*, di avere tutto sotto controllo o di riuscire ad affrontare ogni situazione senza difficoltà. Si può ricominciare anche con qualche incertezza, chiedendo aiuto, facendo spazio al riposo e riconoscendo i propri limiti.
Se il ritorno alla routine fa riemergere una sofferenza che pensavi di aver superato, non devi aspettare che diventi insostenibile prima di parlarne. Puoi chiedere aiuto e ricordati, sempre, che non sei sol*.
L’articolo è stato scritto da Camilla, volontaria dell’Associazione




