Il perfezionismo: quali sono i fattori d’origine?

il perfezionismo: quali sono i fattori d'origine?

Comprendere il perfezionismo è difficile perché chi lo sperimenta può essere percepito come rigido ed estremamente esigente. I comportamenti e le emozioni che sente chi ha tendenze perfezionistiche possono generare difficoltà a connettersi con gli altri. 

Questo articolo ha come obiettivo quello di descrivere quali sono i fattori all’origine del perfezionismo e come agiscono.

Che cos’è il perfezionismo?

Il dizionario dell’associazione americana di psicologia (APAAmerican Psychological Association) definisce il perfezionismo come “la tendenza a chiedere da sé stessi o dagli altri un livello di prestazione estremamente alto o impeccabile, superiore a quello richiesto dalla situazione”

 Come si manifesta il perfezionismo?

I modi più frequenti in cui si manifesta il perfezionismo sono:

  • Il pensiero del “tutto o nulla”, ovvero la tendenza a interpretare la realtà secondo estremi e a valutare gli eventi come totalmente positivi o negativi, senza sfumature o vie di mezzo.
  •  Essere molto critici verso sé stessi.
  • Avere una bassa autostima, dovuta ai continui auto-giudizi.
  • Notare e prestare attenzione molto più agli errori che si commettono e alle proprie imperfezioni, non riuscendo spesso a riconoscere e dare valore ad altri aspetti di sé.
  • Rispetto ai propri obiettivi, sentirsi motivati più dalla paura di non conseguire determinate aspirazioni che dal desiderio e dal piacere di raggiungerle.
  •  Avere degli standard molto elevati.
  • Essere focalizzati sui risultati e sentire che il proprio valore dipende da ciò che si raggiunge, non riuscendo a riconoscere il proprio valore intrinseco.
  • Avere paura del fallimento.
  • Provare intensa e persistente tristezza quando non si raggiunge ciò che ci si era prefissati.
  • Avere la tendenza a procrastinare, perché la paura di non riuscire a fare tutto in modo perfetto può immobilizzare.

Da quali fattori ha origine il perfezionismo?

Il perfezionismo non nasce nel vuoto. Il ricercatore Thomas S. Greenspon ha esplorato le cause profonde del perfezionismo e il suo significato a partire dalla psicologia psicodinamica. Questo approccio pone al centro i fattori inconsci alla base dei comportamenti e dei sintomi manifesti.

  • Senso di inadeguatezza. La ricerca della perfezione non è uno sforzo di controllare tutto né un atto di ostilità, ma il tentativo di riparare il senso di inadeguatezza. Se nella propria vita ci si è spesso sentiti inadatti e fuori luogo si può arrivare a credere di non andare bene così come si è e che per essere abbastanza si debba essere perfetti.
  • Desiderio di accettazione e riconoscimento. Il perfezionismo è un fenomeno relazionale che riflette la convinzione emotiva che si debba essere perfetti per essere accettati dagli altri. La paura dell’imperfezione riflette la paura di non essere in connessione con gli altri e il perfezionismo rappresenta la speranza di riconoscimento. Esperienze di rifiuto o esclusione sono così dolorose da spingere a sacrificare la propria spontaneità per sentire di poter essere accolti dagli altri. 
  • Difesa dalla paura di essere giudicati. Se ci si è sentiti giudicati o attaccati dagli altri si diventa giudicanti verso sé stessi per evitare che questo possa accadere di nuovo. Cercare di fare tutto in modo perfetto difende dalla possibilità di ricevere critiche e giudizi.
  • Difficoltà nell’accogliere le proprie vulnerabilità e senso di vergogna. Quando le proprie vulnerabilità sono vissute come inaccettabili il perfezionismo appare come l’unico modo per poter accogliere sé stessi. Le parti di sé più deboli vengono costantemente rifiutate e la spinta alla perfezione è necessaria per superare il disprezzo e il rifiuto verso sé stessi. Connesso alla difficoltà nell’accogliere le proprie vulnerabilità è il senso di vergogna che si prova rispetto alle proprie debolezze. La vergogna porta a nascondersi e a credere che se si mostrano determinati aspetti di sé si verrà giudicati, derisi e rifiutati; per evitare tutto questo si ha la spinta al perfezionismo. 
  • Regolazione emotiva e coerenza del sé. Fare le cose in modo perfetto allontana i sentimenti di inadeguatezza, vergogna e paura di non essere connessi con gli altri. Oltre a questo, il perfezionismo appare come un modo per mantenere un senso di sé coerente, basato sull’essere una persona accettabile e di valore.

Prospettiva evolutiva e relazionale

Tutti i fattori che contribuiscono a generare il perfezionismo devono essere letti secondo una prospettiva evolutiva e relazionale, considerando cioè la storia delle persone e le loro relazioni più significative.  

Vissuti di amore condizionato, in cui ci si è sentiti amati e apprezzati solo a determinate condizioni (“Ti voglio bene se ti comporti bene”), non aver avuto qualcuno da cui poter essere accolti quando si vivevano emozioni dolorose, difficoltà interpersonali, isolamento e bullismo sono solo alcune delle esperienze che nel corso dello sviluppo possono inconsapevolmente portare alla convinzione di non andare bene e che per questo si debba tendere con tutte le proprie forze alla perfezione.

Andare oltre il perfezionismo

Superare il perfezionismo richiede un cambiamento di tendenza: attraversare la possibilità di commettere errori e di avere dei difetti per sperimentare la possibilità di essere amabili, adeguati e riconosciuti nonostante e talvolta anche grazie alle imperfezioni.

Il tentativo di fare tutto in modo perfetto, per quanto allontani la paura di ciò che potrebbe accadere e dai vissuti dolorosi che si potrebbero manifestare se non si raggiunge il massimo, non aiuta a stare meglio perché non offre mai una prospettiva alternativa. Una prospettiva per cui aldilà di ciò che si raggiunge abbiamo un valore intrinseco e andiamo bene così come siamo.

Stare bene non è quindi riuscire a fare tanto e raggiungere il massimo ma potersi accogliere in quanto essere umani.

10 consigli per superare il perfezionismo:

  • Intraprendere un percorso psicoterapeutico che, nello spazio sicuro della relazione terapeutica, aiuti a riconoscerne l’origine e a sperimentarsi in modo nuovo 
  • Notare che tutti non siamo perfetti e che tutti commettiamo errori
  • Fare attenzione al modo di comunicare: non identificarsi con il perfezionismo (“Sono una persona perfezionista”) ma considerare che quest’ultimo, come ricorda Greenspon, non è un’entità psicologica fissa, ma piuttosto una proprietà dinamica, che si sviluppa per dei motivi e che può essere modificata
  • Provare a condividere le proprie debolezze e ciò che si sente come imperfetto con qualcuno di cui ci si fida per provare che si può essere accolti dagli altri nel modo in cui si è e con le proprie fragilità
  • Allenare l’auto-compassione, ossia la capacità di rivolgere verso sé stessi gentilezza, comprensione e supporto. Un modo per iniziare a farlo è immaginando di poter parlare a sé stessi come lo si farebbe con una persona a cui si vuole bene
  • Evitare la procrastinazione e cercare di fare, un passo alla volta, ciò che si rimanda per il fatto di non essere mai abbastanza perfetto
  • Vedere la foresta al posto degli alberi: c’è un detto anglosassone che recita “Can’t see the forest for the trees”, che significa il non riuscire a vedere la foresta per gli alberi. Questo detto riguarda l’essere minuziosi perdendosi nei dettagli. Al contrario di questo detto, per superare il perfezionismo è necessario vedere il quadro generale, di sé stessi e delle situazioni che si vivono
  • Provare a focalizzarsi sull’Essere, piuttosto che esclusivamente sul Diventare. In questo modo si può iniziare a sperimentare un senso di accettazione che vada aldilà di ciò che si raggiunge
  • Considerare gli errori come parte del processo e come opportunità di crescita
  • Notare che, per quanto abbia una sua funzione, il perfezionismo in realtà è un ostacolo rispetto al raggiungimento di ciò che si desidera perché genera tensione, immobilizza e crea distanza tra sé e gli altri

Come aiutare chi ha tendenze perfezionistiche

Greenspon sostiene che superare il perfezionismo è un processo di recupero più simile a nutrire lo sbocciare di un fiore che a riparare un oggetto rotto. 

In questo processo sono fondamentali alcuni elementi:

  • Empatia: ascoltare e comprendere empaticamente il significato che il perfezionismo ha per la persona
  • Incoraggiamento: parlare esplicitamente delle cose che si amano dell’altro, focalizzandosi in particolare sulle caratteristiche personali piuttosto che sulle prestazioni e sottolineando che la propria stima e l’affetto sono indipendenti da qualunque tipo di risultato
  • Favorire l’auto-riflessione: aiutare l’altro a considerare prospettive diverse riguardo a ciò che accade. Un modo può essere normalizzare gli errori e le imperfezioni per non giungere alla conclusione automatica di non andare bene e non essere abbastanza
  • Dialogo: aiutare l’altro a esprimere le proprie preoccupazioni sentendosi ascoltato e importante
  • Auto-svelamento: parlare delle proprie debolezze e imperfezioni genera connessione, aiuta l’altro a vedere che tutti siamo umani e facilita la possibilità di fare lo stesso

Il perfezionismo è spesso associato a Depressione, Ansia, Disturbi Alimentari e altri problemi di salute mentale. Chi ha tendenze perfezionistiche vorrebbe essere felice facendo cose imperfette ma il rischio che sente è estremamente elevato: è il rischio di sentire di non andare bene, di non essere riconosciuti e accettati, di sentirsi inadeguati e allo scoperto con le proprie debolezze.

Essere consapevoli dei fattori all’origine del perfezionismo è fondamentale per aiutare chi ne soffre a sentirsi compreso e connesso con il mondo circostante.

Bibliografia

Greenspon, T. S. (2014). Is there an antidote to perfectionism? Psychology in the Schools, 51(9), 986–998. https://doi.org/10.1002/pits.21797

Greenspon T. S. (2008). Making sense of error: a view of the origins and treatment of perfectionism. American journal of psychotherapy, 62(3), 263–282. https://doi.org/10.1176/appi.psychotherapy.2008.62.3.263

Sitografia

https://www.centrodca.it/usare-lautocompassione-per-affrontare-il-perfezionismo/

https://francescominellipsicologo.it/perfezionismo/#cause

https://www.nbiweston.com/post/perfectionism-looking-for-a-perfect-path-to-a-place-that-doesn-t-exist

https://www.usemotion.com/blog/overcome-perfectionism

https://www.verywellmind.com/signs-you-may-be-a-perfectionist-3145233

L’articolo è stato scritto da Francesca, volontaria dell’Associazione

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