L’ansia come sintomo del DCA: una gestione non farmacologica

ansia e dca

Il termine “ansia” ormai lo conosciamo tutti. Lo sentiamo usare da* più giovani quando parlano di un esame che devono affrontare, lo ritroviamo online e persino stampato su magliette e altri gadget. Tuttavia quando l’ansia arriva a interferire con il funzionamento quotidiano dell’individuo, perde la sua funzionalità e diventa patologia.

È questa la situazione che spesso si ritrova a vivere chi soffre di un disturbo del comportamento alimentare (DCA): la sensazione di ansia costante ed eccessiva, spesso immotivata, o scatenata da fattori inevitabili e vitali come il nutrimento. Fortunatamente ci sono dei modi per gestire questo sintomo, oltre all’utilizzo di una terapia farmacologica (utilissima ma che non permette al paziente di prendere consapevolezza delle proprie difficoltà).

Ansia e disturbi alimentari

Spesso ansia e disturbi alimentari sono correlati. L’ansia descrive uno stato di preoccupazione, apprensione o nervosismo in associazione con sintomi fisici, cognitivi e comportamentali. Tenendo conto che i problemi legati alla condotta alimentare sono strettamente associati a problematiche di salute mentale, è facile ritrovarsi a fare i conti anche con sintomi di disturbi d’ansia generalizzata, ansia sociale o disturbo ossessivo compulsivo.

L’ansia da cibo si manifesta quando irritabilità, nervosismo o sentimento di paura sono innescati dalla presenza di qualsiasi alimento, di determinati alimenti o in situazioni specifiche.

Alcuni atteggiamenti dannosi influenzati dai sintomi ansiosi sono il digiuno o la riduzione severa delle calorie, l’esercizio frenetico, e l’adozione di altre azioni che impediscono l’aumento di peso. Anche l’ansia quando si mangia, così come l’ansia prima e dopo aver mangiato è comune a questo tipo di disturbi.

La mania del controllo del cibo, del peso e dell’esercizio fisico possono fornire a chi soffre di un disturbo alimentare un falso senso di controllo, il quale può momentaneamente alleviare i sintomi legati all’ansia. Tuttavia, questa tecnica risulta inefficace se non persino dannosa, per cui è necessario ricorrere ad altre tecniche di trattamento dei sintomi ansiosi.

DCA ed ansia: come si manifesta

L’ansia patologica, quindi, può manifestarsi con:

  • Pensieri e sensazioni angoscianti e stressanti in relazione al cibo e all’immagine corporea;
  • Sintomi fisici gastrointestinali (nausea, gastrite, reflusso gastroesofageo, diarrea, sindrome dell’intestino irritabile) soprattutto dopo aver mangiato;
  • Comportamenti alimentari alterati: agitazione, aumento/diminuzione dell’appetito, mangiare molto velocemente o molto lentamente; mangiare solo determinati tipi e quantità di cibo; evitare situazioni sociali che coinvolgono il cibo, giocare con il cibo piuttosto che mangiare; recarsi in bagno subito dopo i
    pasti.
  • Ansia da interazione sociale. L”ansia di mangiare in pubblico prende il nome di deipnofobia e
    consiste nell’ansia quando mangio fuori casa o quando consumo i pasti in compagnia di altre persone.

Queste preoccupazioni hanno a che fare con l’idea di essere oggetto di osservazione e giudizio da parte degli altri e sono altamente correlate con l’aspetto sociale. Per ristabilire una situazione di equilibrio e di benessere diventa quindi necessario intervenire attraverso appositi trattamenti che possano aiutare l* paziente ad alleviare i sintomi dell’ansia, prenderne consapevolezza ed imparare ad autogestirsi.

I trattamenti per l’ansie nei DCA

Convivere con questi sintomi è chiaramente complicato e doloroso. Per fortuna, grazie ad una sempre migliore comprensione della psicopatologia dei disturbi del comportamento alimentare e dei meccanismi d’ansia che li mantengono, è possibile ricorrere a diversi tipi di trattamento.

Un ruolo sicuramente importante lo rivestono i farmaci, che possono aiutare ad alleviare concretamente l’intensità dei sintomi. Tuttavia essi non risolvono il problema “alla radice” e non aiutano il paziente a diventare consapevole delle cause del suo malessere.

Ad oggi, l’intervento più funzionale è quello multidisciplinare, in cui il paziente viene seguito sul piano medico, nutrizionale e psicologico. Anche la terapia cognitivo-comportamentale si sta interessando sempre di più a questi disturbi, dedicando le proprie sessioni soprattutto alla capacità di risoluzione pratica dei problemi legati al DCA e ai disturbi d’ansia.

Un alto mezzo per raggiungere un senso di calma sono le tecniche di rilassamento, come immagini guidate, respirazione profonda e controllata, biofeedback, autoipnosi e altro ancora. Queste tecniche possono aiutare un individuo a superare molte situazioni stressanti e sono quindi particolarmente utili per il recupero dei disturbi alimentari.

Anche la meditazione può essere un metodo utile per interagire con i propri pensieri e sentimenti in modo non giudicante, osservandoli, aumentando la consapevolezza e la presa di coscienza maggiore.

Infine, anche tecniche più “fai da te” sono consigliabili: trattarsi con gentilezza, ripetersi frasi motivazionali, rivolgersi a se stess* ed al proprio corpo in modo non giudicante. Ogni piccolo gesto può fare la differenza.

L’articolo è stato scritto da Sofia, volontaria dell’Associazione

Contenuto a cura di Animenta

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