L’abbastanza che non c’è – Una riflessione di Elisa

Ti è mai capitato di pensare: “Non è abbastanza”, o ancor peggio, “Non sono abbastanza”?

Lo immaginavo, e no, non te ne faccio una colpa.

Sono stata e sono tutt’ora “prigioniera” di queste parole.

E non è così raro esserlo in una società che si basa sulla concezione concorrenziale della vita.

Fin dalla più tenera età viene inculcata nella nostra mente l’idea di dover essere sempre all’altezza delle situazioni, delle nostre aspettative e di quelle delle altre persone.

In realtà questa “altezza” si riferisce ad un “abbastanza” che si insinua nella nostra testa come un’emicrania, un dolore leggero leggero, quasi impercettibile che permane in noi senza far troppo rumore. Esiste, sappiamo che c’è, lo sentiamo e non ne abbiamo paura. Non ci troviamo nulla di strano perché in fondo tutti conoscono quell’emicrania, tutti la sentono, la vivono.

Quindi è “normale” lasciarsi punzecchiare da questo “abbastanza” che tenderà a farsi sempre più spazio, risucchiando, comprimendo e ostacolando la nostra esperienza nel mondo e la nostra crescita interna? 

No.

Questo invadente ospite, con il quale conviviamo da ormai troppo tempo rappresenta, senza che noi lo sappiamo, un terreno fertile per le nostre mille insicurezze.

E se ti chiedessi cosa significa “abbastanza” per te? Riusciresti a dare una tua definizione del concetto?

Personalmente penso che sia impossibile toccarlo con mano, proprio perché non può essere concepito come un qualcosa di reale, come un qualcosa che esiste oggettivamente.

Cosa significa che non sono abbastanza? Non sono abbastanza rispetto a che cosa? Rispetto a quali standard? Rispetto a chi?

Esistono per caso dei parametri che ci permettono di definirlo? Ovviamente no.

Iniziamo, allora, a provare a rimpicciolire questa parola, quest’idea e ad ascoltarla sempre meno.

Non esistono parametri perché ogni essere vivente, tu compreso, non ha bisogno di una scala di valutazione, di una validazione oggettiva per abbracciare il suo valore.

Tu meriti di essere amato senza condizioni, senza paletti, senza un punto di partenza né uno di arrivo.

Purtroppo, la malattia ti ha negato questa “a” promettendotene un’altra priva di fondamenta, promettendoti che saresti stato abbastanza.

L’abbastanza che non c’è è in realtà solo il pretesto con cui lei resta e ti spinge oltre il limite, cancellando quello che sei e che hai dentro di te.

Tu sei e basta

Per favore, non dare retta a questa voce, che promette un ideale che, in quanto tale, non esiste. Un ideale che non è reale e non merita nulla di te, non ha la legittimazione per farti sentire meno meritevole.

Tutto questo peso che porti dentro di te non ti rappresenta davvero. Sono le menzogne che questa voce ti ha raccontato ad averti portato ad addossarti aspettative precostruite dalla tua mente e da una società che soffre dello stesso malessere: l’ideale di un abbastanza che non esiste.

Come se questa fosse la chiave per accedere a una gioia senza fine. In realtà il paradiso sei tu, la gioia sei tu. Abbracciati, accetta la tua diversità, perché è proprio questa che ti garantisce unicità.

Tu non sei “abbastanza”, tu sei  e basta. E questo è sufficiente per amarti senza limiti e andarti a prendere il tuo spazio, oltre questo soffitto di vetro.

L’essere non ha confini che un abbastanza possa contenere. 

L’articolo è stato scritto da Elisa, volontaria dell’Associazione

Contenuto a cura di Animenta

PASTA DI SEMOLA DI GRANO DURO LUCANO

Rasckatielli

Pasta Secca 500g

Ingredienti: Semola di Grano Duro Lucano del Parco Nazionale del Pollino, Acqua.

Tracce di Glutine.

Valori Nutrizionali

(valori medi per 100g di prodotto)

Valore energetico

306,5 kcal
1302 kj

Proteine

13,00 g

Carboidrati

67,2 g

Grassi

0,5 g

Prodotto e Confezionato da G.F.sas di Focaraccio Giuseppe
Zona Mercato 85038 Senise (PZ)
P.Iva 01779910767