Oltre il DCA: le piccole e grandi riscoperte della guarigione

oltre il dca: le riscoperte della guarigione

Quando siamo totalmente immersi all’interno di un Disturbo Del Comportamento Alimentare, tutto ciò che ci circonda risulta essere molto piatto: nessuno stimolo, nessun sorriso, solo un grande vuoto che ci porta a dimenticare come fosse la nostra vita prima di ammalarci. Ogni gesto, ogni frase di incoraggiamento, ogni parola, ci sembrano prive di fondamenta e tutto ciò a cui pensiamo è che ormai la nostra vita è persa e non avremo mai una via di fuga dal baratro nel quale ci siamo trovati intrappolati.

Ma è davvero così o è il DCA che, nel falso tentativo di proteggerci dal dolore di un eventuale percorso di guarigione, ci mente spudoratamente per legarci ancora di più a “lui”? E noi, quanto abbiamo voglia di guarire e di riscoprire la vita? Quanta ne abbiamo di riprenderci tutto ciò che, con grande violenza, ci è stato sottratto?

A piccoli passi verso e nella guarigione

Che siano passati anni, o pochi mesi, ogni percorso di guarigione merita la stessa identica considerazione. Non si dovrebbe mai quantificare, infatti, il dolore mediante il tempo trascorso tra le due fasi del recovery… ogni piccolo passo conta, ogni piccolo ostacolo che riusciamo a superare, poiché la vetta, all’apparenza insormontabile, attende tutti noi e ci aspetta, indifferentemente.

C’è una cosa, infatti, che accumuna ognuno di noi, sebbene il percorso del singolo sia strettamente personale e mai identico l’uno con l’altro: sto parlando della riscoperta dei piccoli (e grandi) piaceri della vita che arriva, quasi senza far rumore, ma attesta la sua presenza in diversi ambiti.

Ce ne accorgiamo quando iniziamo pian piano ad apprezzare uno sguardo di comprensione, proveniente dall’ambiente circostante, che per tanto tempo abbiamo relegato sullo sfondo. Quando iniziamo a porre maggiore attenzione ai sentimenti altrui perché a lungo non siamo riusciti a dar ascolto ai nostri, e ciò porta indubbiamente ad una gratificazione personale poiché donare gentilezza è il primo passo per affinare la nostra sensibilità.

Ce ne accorgiamo quando iniziamo ad apprezzare un percorso scolastico, universitario o lavorativo, spesso lasciato in sospeso per dedicarci alla nostra guarigione, sentendoci grati per avere la possibilità e adesso anche la forza, sia essa fisica che mentale, di affrontarlo.

E ce ne accorgiamo, forse in maniera un po’ più evidente, quando iniziamo ad apprezzare i momenti in famiglia e con gli amici… e sì, soprattutto quelli che richiedono convivialità: il cibo è ora un contorno, non il fulcro dei nostri problemi.

E se con la guarigione finisse tutto?

Una delle paure forse più presenti inerenti il percorso di guarigione, è che esso possa arrestarsi all’improvviso e farci sprofondare di nuovo. Quindi come facciamo ad eliminare questa sensazione?

In realtà, personalmente, ritengo che la paura non debba affatto essere “eliminata”: essa è il motore della nostra forza, anche se ciò non ci sembra possibile.

E allora quando avete paura domandatevi: se a me fa star bene stare male, allora perché temo che tutto possa finire? Forse allora ho davvero voglia di vivere? Forse poi non è così male questo mondo se imparo a dominarlo. O forse a volte bisogna solo lasciar andare, non controllare ossessivamente ogni aspetto della nostra vita stupendoci se poi alcune cose non vanno come vorremmo… e se ci stessimo soltanto autosabotando? E se la paura di trovare la felicità ci portasse, inconsapevolmente, a sottrarcela?

L’unica cosa da fare è quindi imparare, senza fretta, a credere nelle nostre potenzialità e, soprattutto, nel nostro “spirito guerriero” perché se davvero non avessimo avuto neanche un briciolo di energia, non saremmo mai arrivat* fino a qui… e io non starei neanche scrivendo questo articolo.

Che altro esiste al mondo oltre al DCA?

Fino ad ora abbiamo parlato soltanto di riscoperte… ma che ne è delle scoperte?

Immaginate ora il vostro percorso di guarigione come la possibilità di continuare ad aggiungere tasselli di esperienza alla vostra vita, che è ancora tutta da sperimentare.

Quel corso di teatro a cui stavi pensando? Fallo.

Quella facoltà universitaria che tanto ti spaventa? Iniziala.

Quel corso di chitarra che hai paura di iniziare perché “non hai l’età”? Alzati e vai a suonare.

La verità è che puoi fare tutto ciò che vuoi se sei tu a non porti dei limiti.

Vivi…e fai della tua vita un enorme capolavoro!

L’articolo è stato scritto da Sophia, volontaria dell’Associazione

Contenuto a cura di Animenta

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Pasta Secca 500g

Ingredienti: Semola di Grano Duro Lucano del Parco Nazionale del Pollino, Acqua.

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Valori Nutrizionali

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