Il progetto The First Step nasce per aiutare tutt* coloro che soffrono di un Disturbo Alimentare (DCA) a fare il primo passo verso la guarigione.
Perché il primo passo è difficile?
Il percorso di recovery da DCA, infatti, a volte fatica ad iniziare per l’enorme quantità di ostacoli che incontrano il cammino di chi soffre di questa malattia.
Il primo ostacolo sta proprio all’interno della natura stessa della patologia: essa si muove subdolamente nella quotidianità e nella mente delle persone che, troppo spesso, faticano ad accorgersi di avere un problema di salute mentale. Attenzione con gentilezza comportamenti alimentari disfunzionali o commenti legati a peso e forma fisica particolarmente denigratori possono aiutare la persona con DCA ad accorgersi che qualcosa, purtroppo, non va come dovrebbe.
Il secondo ostacolo è di carattere più “psicologico”: le persone con DCA, una volta riconosciuto il problema, faticano a comprendere la disfunzionalità dei propri pensieri e comportamenti perché essi garantiscono il controllo e la sicurezza di cui si ha bisogno. Stare accanto alle persone che non vogliono lasciare la comfort zone della malattia è complicato, ma è anche l’unico modo per aiutarle con rispetto ed empatia ad avvicinarsi a percorsi di cura.
Infine, uno degli ostacoli che incontrano le persone con DCA riguardala difficoltà di accesso alle cure. Sia per diffusione sul territorio, sia per lunghe liste di attesa o per il costo elevato di alcune prestazioni mediche, le persone con DCA faticano ad iniziare un percorso di recovery con professionist* pront* ad aiutare. Qui, allora, entra in gioco The First Step.
Cosa è The First Step?
Con la campagna The First Step, Animenta vuole rendere completamente gratuite le prime sedute di accesso alla cura per DCA, eliminando una delle principali barriere che impediscono a tant* giovani di chiedere aiuto. L’obiettivo è quello di raccogliere 20.000€.
Grazie al budget della campagna, infatti, sarà possibile garantire 308 sedute completamente gratuite, trasformando la paura di chiedere aiuto in un primo passo concreto verso la il recovery. Ogni seduta rappresenta un primo accesso concreto alla cura e può fare la differenza tra iniziare un percorso o rinunciarvi.
I fondi raccolti saranno destinati a: copertura dei costi delle sedute cliniche, coordinamento e gestione dei percorsi di accesso alle cure, attività di supporto e presa in carico dei beneficiari, monitoraggio e rendicontazione dell’impatto sociale del progetto. Le singole voci di spesa saranno definite in base all’obiettivo finale della raccolta.
Cosa si intende per “seduta” e chi può usufruirne?
Per “seduta” si intende un incontro clinico individuale con professionist* specializzat* nei Disturbi del Comportamento Alimentare, finalizzato alla valutazione e all’avvio del percorso di cura. Le sedute possono essere svolte online oppure in presenza presso la sede di Roma.
Il progetto è rivolto principalmente a adolescenti e giovan* adulti, persone che si trovano nelle fasi iniziali di un Disturbo del Comportamento Alimentare, individui e famiglie che incontrano difficoltà economiche nell’affrontare i costi iniziali delle cure. L* beneficiari* verranno individuat* attraverso un processo di valutazione clinica, che garantisce un utilizzo equo, responsabile e trasparente delle risorse raccolte.
Le prime sedute rappresentano spesso il momento decisivo: senza un accesso tempestivo, il percorso di cura rischia di non iniziare mai. Ampliare questa proposta significa ridurre le disuguaglianze nell’accesso alla salute, prevenire l’aggravarsi delle condizioni cliniche, sostenere giovani e famiglie in una fase di grande fragilità e contribuire con una risposta concreta a un’emergenza sanitaria ancora troppo invisibile.
Come aiutare?
Se vuoi scoprire di più sul progetto e contribuire in prima persona al miglioramento della salute di qualcun*, visita la pagina dedicata a questo link.
Ogni seduta può cambiare una storia.
Con il tuo contributo puoi trasformare la paura di chiedere aiuto in un primo passo verso la cura.




