Dismorfismo corporeo e disforia di genere: come supportare le persone trans

dismorfismo corporeo disforia di genere

Il dismorfismo corporeo e la disforia di genere sono due condizioni simili ma differenti. Una persona può soffrire per entrambe, ma è importante essere in grado di distinguere l’una dall’altra per permettere interventi di affermazione trans e non binaria più efficaci e per rendere inclusivo il trattamento dei disturbi alimentari.

Cos’è il dismorfismo corporeo?

Il disturbo da dismorfismo corporeo (BDD, Body Dysmorphic Disorder) è una diagnosi psicologica presente nel DSM-5, caratterizzata dall’ossessione per difetti fisici percepiti o per la propria conformazione corporea. Una persona affetta da BDD si sente ansiosa e preoccupata anche solo al pensiero di questi “difetti”, per quanto minimi o impercettibili agli occhi degli altri.

Il dismorfismo corporeo è spesso accompagnato da:

  • pensieri intrusivi
  • azioni ripetute (come il controllo del corpo)
  • controllo del peso (come esercizio compulsivo o restrizione alimentare)
  • paragone del proprio corpo con quello degli altri sia sui social media che offline

È importante capire che la dismorfia corporea è una distorsione cognitiva, il che significa che il modo in cui una persona vede il proprio aspetto non corrisponde alla realtà.

Questo disturbo sono così radicate che una persona può adottare misure estreme e spesso dannose per cambiare il proprio corpo, nel tentativo di alleviare il disagio. Circa il 32% delle persone che soddisfano i criteri per il disturbo da dismorfismo corporeo (BDD) presenta infatti anche un disturbo alimentare. 

Cos’è la disforia di genere?

La disforia di genere (GD) è anch’essa una diagnosi psichiatrica nel DSM-5 ma, a differenza della BDD, questa condizione non è una percezione errata della realtà. Piuttosto, la GD indica una incongruenza vissuta tra l’espressione o l’identità di genere di una persona e il sesso assegnato alla nascita.

Questo incongruenza percepita può generare una sensazione di disconnessione e disagio rispetto al proprio corpo o a determinate caratteristiche fisiche (voce, petto, genitali, forma del corpo, ecc.).

Il disagio emotivo può aumentare anche se gli altri si riferiscono a persone con GD con un genere sbagliato, sia in modo intenzionale che non intenzionale.

Una connessione tra dismorfismo corporeo e disforia di genere

Il Journal of Eating Disorders mostra un chiaro legame tra disforia di genere e disturbi alimentari nelle persone trans e non binarie. Questo perché, per ridurre la confusione, la discriminazione o il maltrattamento legati al suo aspetto, e per presentarsi in un modo che la faccia sentire più a proprio agio, una persona con disforia di genere può adottare comportamenti estremi di controllo del peso per modificare il proprio corpo. 

Tuttavia, la ricerca indica anche che l’affermazione della propria identità sia in ambito sociale che sanitario è estremamente benefica: i risultati del percorso di guarigione possono migliorare quando i clinici utilizzano il nome e i pronomi scelti dalla persona, la aiutano ad accedere a determinati servizi medici (terapie ormonali, interventi chirurgici di affermazione di genere, ecc.) e adattano i piani di trattamento alla sua identità.

Come si confrontano e si differenziano questi disturbi

Un intenso disagio fisico ed emotivo è il filo conduttore che collega la dismorfia corporea alla disforia di genere. Entrambi sono inoltre strettamente associati ai disturbi alimentari.

Per riconoscere i segnali d’allarme, rispondere in modo efficace e favorire la guarigione con interventi terapeutici adattati all’esperienza vissuta e ai bisogni specifici della persona, è importante ricordare le differenze fondamentali tra dismorfia corporea e disforia di genere. 

  • Natura del disagio

La dismorfia corporea causa disagio emotivo derivante da un’ossessione per difetti fisici percepiti. La disforia di genere causa disagio emotivo derivante da una mancata corrispondenza tra caratteristiche fisiche ed esperienza interna di genere.

  • Distorsione vs identità

La dismorfia corporea riflette una distorsione cognitiva basata su fissazioni e idee errate. La disforia di genere riflette una reale incongruenza identitaria radicata nell’esperienza vissuta della persona.

  • Modelli di cura

La dismorfia corporea si tratta meglio con terapie che ristrutturano i pensieri intrusivi e sostituiscono i comportamenti dannosi con strategie di coping più sane. La disforia di genere si tratta meglio con un’assistenza che affermi l’identità, centrata sull’espressione di genere della persona e sul recupero del senso di embodiment (sentirsi a proprio agio nel proprio corpo).

Perché è importante conoscere la differenza tra dismorfismo corporeo e disforia di genere

Comprendere le sfumature tra dismorfia corporea e disforia di genere, soprattutto in ambito clinico, può avere implicazioni reali nel trattamento dei disturbi alimentari e nei risultati terapeutici:

  • Prevenire diagnosi errate

I clinici che non conoscono la disforia di genere possono interpretare erroneamente il disagio legato all’identità come dismorfia corporea. Questo può portare a una diagnosi sbagliata, rendendo difficile per le persone trans o non binarie fidarsi della propria esperienza e causando sensazioni di invalidazione o paura di non essere prese sul serio.

  • Progettare cure inclusive

Una volta compresa la condizione del paziente, il clinico può costruire un trattamento affermativo personalizzato, coerente con l’identità della persona e i suoi bisogni.

  • Considerare il trauma

Secondo un recente sondaggio, circa il 50% degli adulti trans subisce discriminazioni regolari, e quasi il 75% afferma che ciò peggiora la propria salute mentale.

Questa esperienza può contribuire a una cattiva immagine corporea, bassa autostima, isolamento sociale o comportamenti legati ai disturbi alimentari. Al contrario, un’assistenza che affermi l’identità aiuta a contrastare il trauma e a rafforzare la resilienza.

In conclusione, tutt* meritano cure che affermino la propria identità. Le persone trans meritano di guarire in spazi sicuri e inclusivi, che tengano conto del loro benessere e dei loro diritti in quanto persone prima ancora che pazienti.

L’articolo è stato scritto da Sofia, volontaria dell’Associazione

Contenuto a cura di Animenta

PASTA DI SEMOLA DI GRANO DURO LUCANO

Rasckatielli

Pasta Secca 500g

Ingredienti: Semola di Grano Duro Lucano del Parco Nazionale del Pollino, Acqua.

Tracce di Glutine.

Valori Nutrizionali

(valori medi per 100g di prodotto)

Valore energetico

306,5 kcal
1302 kj

Proteine

13,00 g

Carboidrati

67,2 g

Grassi

0,5 g

Prodotto e Confezionato da G.F.sas di Focaraccio Giuseppe
Zona Mercato 85038 Senise (PZ)
P.Iva 01779910767