L’anoressia nervosa è un Disturbo del Comportamento Alimentare (DCA) caratterizzato, oltre che da restrizioni di tipo alimentare, da isolamento sociale ed affettivo. Ciò comporta una vera e propria resistenza alla vicinanza fisica da parte di chi ne è affetto. Questo complica ulteriormente il trattamento del disturbo dal punto di vista psicologico e terapeutico.
Ma cosa c’è alla base di questo comportamento, e della forte anedonia sociale, ossia la difficoltà a provare piacere nelle relazioni? In questo caso, viene in aiuto un recente studio svolto dall’Istituto Auxologico Italiano, dal titolo “Affective touch in anorexia nervosa”, pubblicato sul Journal of Affective Disorders.
Che cos’è il “tocco gentile”?
Il “tocco gentile” (o gentle touch) è un contatto fisico lento e leggero. Si tratta di un approccio basato sull’ascolto, la presenza e il rispetto del corpo.
Questo stimolo sensoriale-biologico è ancora sotto osservazione della comunità scientifica. I ricercatori hanno tuttavia già individuato numerosi benefici, uno su tutti la riduzione dello stress.
Il tocco gentile e l’Anoressia Nervosa
Lo studio, coordinato dalla ricercatrice Sofia Tagini, ha confrontato quattordici donne con diagnosi di anoressia nervosa e un gruppo di controllo, costituito da altrettante donne sane. Le partecipanti sono state sottoposte a vari tipi di tocco a varie velocità, usando un pennello, una mano e un bastoncino.
L’esperimento è stato svolto distinguendo il tocco immaginario dal tocco reale. Nel primo caso, mirato a valutare il piacere anticipatorio, alle donne sono stati mostrati dei video.
Nel caso del tocco reale, l* ricercator* hanno calibrato la velocità di esecuzione del tocco, per distinguere gli effetti di un contatto più veloce, privo di particolari reazioni emotive, e un contatto più lento. Quest’ultimo è associato a un maggiore comfort della persona poiché attiva le fibre C-tattili, responsabili dell’elaborazione del “tocco gentile”.
I risultati: il paradosso del piacere
I dati raccolti hanno rilevato un vero e proprio paradosso clinico: le donne affette da anoressia nervosa hanno percepito e valutato la piacevolezza del tocco in egual misura alla controparte del gruppo di controllo.
Il loro sistema sensoriale ha risposto in modo normale sia durante la carezza reale, sia guardando i video. Ciò indicherebbe che le fibre C-tattili e la biologia del piacere rimangono intatte, nonostante la presenza di un DCA.
La vera barriera emersa dai questionari psicologici risiede nella loro “biografia tattile”. Le donne con anoressia riportano spesso storie passate segnate da carenze affettive o privazioni vissute durante l’infanzia.
Tutto ciò genera un blocco anticipatorio. La persona si difende rifiutando il contatto sociale, seppur il suo corpo sia biologicamente pronto ad accoglierlo.
Una nuova speranza per la terapia
Questa scoperta apre scenari fondamentali per il futuro. Dimostra che il corpo non ha dimenticato come provare piacere, ma è la mente a proteggersi.
Il passo successivo sarà quindi riabilitare l’uso del tocco corporeo guidato. Questo approccio diventerà uno strumento centrale all’interno dei percorsi di cura psicoterapeutici per superare i traumi del passato.
Bibliografia
https://www.instagram.com/p/DTxieSHkRuR/?img_index=1
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36587904
https://www.spiweb.it/la-ricerca/ricerca-psicoanalisi/ricerca-empirica/il-ruolo-del-tocco-affettivo-n ellanoressia-nervosa-c-pirrongelli/
L’articolo è stato scritto da Simone, volontario dell’Associazione




