Arriva il quarto giorno. Ci accorgiamo che l’Animenta Camp sta iniziando a volgere al termine. Mancano pochi passi al pranzo conclusivo di domani, l’ultimo momento che vivremo anche insieme ai nostri cari.
Una gita insieme
La mattina che ci aspetta è diversa dal solito. Siamo dirette verso Bracciano, per una gita verso il castello.

Il viaggio inizia già sul pullman, tra chiacchiere, risate e quella stanchezza che dopo quattro giorni inizia a farsi sentire. Guardiamo fuori dal finestrino e, per qualche ora, lasciamo alle spalle il Camp per andare a scoprire qualcosa di nuovo.
Arriviamo al castello di Bracciano e ci lasciamo accompagnare tra stanze, storie e scorci che sembrano appartenere a un altro tempo.
Scoprire il tempo per sé all’Animenta Camp
Dopo il pranzo, il Camp prende un ritmo nuovo. Questa volta non siamo noi a proporre cosa fare e lasciamo che siano le idee delle ragazze a guidarci.
C’è chi organizza il momento parrucchiera, chi si mette a disegnare, chi inizia a cantare all’aria aperta. Ci sono mani che creano, voci che si incontrano, idee che nascono senza essere state programmate.
E, dopo qualche ora senza programma, ci ritroviamo tutte insieme per il corso di cucito con Romina.
Il laboratorio di cucito
Ago, filo, stoffe e mani che si muovono con pazienza per creare una pochette.
Pezzo dopo pezzo, qualcosa prende forma.
Ma non tutto va come avevamo immaginato. Un filo che non entra nell’ago.

Un filo che si annoda, un punto che non viene come dovrebbe, la stoffa che non si lascia guidare. E così un semplice laboratorio diventa un modo per incontrare la frustrazione e la rabbia di non riuscire al tentativo ma anche la possibilità di darsi un’altra occasione. L’opportunità di cucire e scucire e così ricominciare quante volte vogliamo.
E mentre fuori il sole inizia a scendere, ci accorgiamo della strada fatta insieme.
Poi arriva la pizza. Continuiamo a affrontare le nostre paure.
Ci sediamo insieme, ancora una volta, con le voci che si accavallano e le risate che riempiono la tavola.
Il Camp sta per concludersi.
E proprio quando ci fermiamo, dopo una giornata passata a spostarci, creare, provare e riprovare, che ci accorgiamo della strada fatta non per arrivare a destinazione ma per capire dove andare.
L’articolo è stato scritto da Francesca, volontaria dell’Associazione




