Arriva l’ultimo giorno dell’Animenta Camp. Quello in cui ci accorgiamo che la bolla che abbiamo costruito insieme è pronta per aprirsi.
Giorno dopo giorno abbiamo fatto dei passi che ci hanno permesso di comprendere che il Camp non è pensato per restare una bolla.
È un’occasione per fermarsi, sperimentare, incontrarsi e portare poi quello che abbiamo vissuto fuori da qui. Nella quotidianità. Nei giorni che ci aspettano.
Ripercorrere i propri passi
Questa mattina ripercorriamo quello che abbiamo fatto insieme per riscrivere l’andatura del percorso che avevamo tracciato il primo giorno.
Non lo tracciamo come un percorso parallelo a quello già tracciato ma come un cerchio in cui ogni parte è collegata.
Così proviamo ad accogliere le opposizioni alla ricerca di un equilibrio.

I saluti e la conclusione dell’Animenta Camp
Negli ultimi momenti di condivisione le ragazze sono state invitate a scrivere una lettera. Non per loro stesse. Ognuna di loro ne scrive una per un’altra partecipante, lasciandole un pensiero, un ricordo, un augurio da portare con sé. Per continuare a sperimentare, a perdonarsi, a coltivare la luce.
Poi raccogliamo degli auguri per il gruppo e li scriviamo su tanti pezzi di carta che appendiamo a un ulivo.
Piccoli pezzi di carta che si muovono al vento al ritmo di “Esseri umani” di Marco Mengoni. Parole che da oggi sono affidate al luogo che ci ha accolte.

Ci abbracciamo e lasciamo aprire la bolla per lasciare che la bellezza sperimentata al camp ci segua verso la vita che sarà.
L’articolo è stato scritto da Francesca, volontaria dell’Associazione




